Lo sguardo si posa sulle azioni quotidiane di quattro anziani. I gesti che hanno esercitato per una vita intera sono impressi nella memoria fisica. Le loro voci fuori campo raccontano le esperienze di passaggio dalla terza alla quarta età. Come un’incarnazione del loro spirito vitale, giungono dei giovani al loro fianco: situazioni di tutti i giorni si trasformano in raffinati pas de deux.
In un processo di prove in cui esperti di vita incontrano giovani virtuosi del movimento, avviene un gioioso avvicinamento tra corpi di due generazioni assai distanti. Guidato dalla regista, il gruppo si esercita nella messa in scena di un banchetto. Lo spirito di gioco e l’interazione rispettosa stanno alla base del rapporto di fiducia instaurato tra i giovani e gli anziani.
In una sala adibita a festa appare la comitiva vestita in costumi sgargianti. Imbandisce la tavolata e si dedica alle pietanze con consapevole lentezza, caratteristica del corpo in età avanzata. Il festoso rituale riunisce due generazioni fisicamente agli antipodi, contrastando le barriere create dalle convenzioni sociali.